Le problematiche del software proprietario
Generalmente l’uso di qualsiasi software installato sui personal computer è regolato da un contatto di licenza che viene sottoscritto dall’utente nel momento dell’installazione, quando clicca “Agree/Accetto”.
Esteticamente il contratto di licenza è un “mattone di testo” di solito scritto in inglese che contiene diversi divieti e altri obblighi contrattuali, tra i quali si trova sempre: il divieto di essere copiato, di essere analizzato, e alterato.
Generalmente viene concesso esclusivamente l’uso del software compilato (scritto in linguaggio macchina), per il solo computer in cui è installato. Il codice sorgente, ed anche quello compilato rimangono quindi di proprietà del produttore, di fatto non si acquista un bene, anche se viene diffuso sottoforma di bene materiale: CD o DVD.
Partendo dal presupposto che le persone generalmente vivono in una comunità, ad esempio i famigliari, gli amici, i colleghi di lavoro, la diffusione delle limitazioni di libertà legate al software proprietario ha provocato il diffondersi di una pratica comunemente denominata pirateria informatica che intende l’azione del copiare il software proprietario generalmente con il fine di condividerne i vantaggi con i propri vicini, non di certo per rubarne la proprietà apponendo il proprio nome e attribuendo la “paternintà” del software a se stessi traendone i ricavi che dovrebbero spettare al vero produttore.
Il termine pirateria informatica è il risultato di un uso improprio della lingua italiana, che al contrario della lingua inglese, permette di sfruttare una enorme quantità di parole per descrivere al meglio il significato che vogliamo dare al nostro messaggio.
Il pirata in se è un individuo che mediante l’uso della violenza, si appropria indebitamente di beni appartenuti ad altri, privando gli altri della libertà d’uso degli stessi beni per beneficiarne esclusivamente.
Sono pirati informatici le persone che attribuiscono la paternità del software a se stessi, piuttosto che al reale produttore. Essi violano in qualsiasi modo il contatto di licenza, sia esso relativo a software proprietario che a software libero.
Generalmente si tratta di altre imprese produttrici di software, che intendono violare le leggi del libero mercato concorrenziale e non certo degli utilizzatori comuni a cui è destinato il software stesso.
Copiare software non priva il precedente utilizzatore della libertà d’uso, tantomeno viene privato di qualcosa il produttore di software proprietario, il quale mantiene comunque la proprietà del codice, che di conseguenza mantiene anche la capacità di privare i propri utenti di nuove funzionalità, di nuove soluzioni a problemi di programmazione, obbligandoli essenzialmente a dover cedere al ricatto di acquistare una nuova licenza per fare quello che faceva prima ma con alcuni miglioramenti.
Tale pratica viene chiamata Software Asset Management (SAM). Bologna Informatica è in grado di fornire un servizio di Sofware Asset Management basato esclusivamente su software libero sia alle imprese che ai privati.
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